Capitalismo tropicale

da internazionale.it

Florence Beaugé, Le Monde, Francia

Le riforme economiche cominciano a produrre qualche effetto. Molte persone aprono attività private, soprattutto legate al turismo. Ma nelle campagne non è cambiato nulla.

Mercedes ha trovato la soluzione per evitare di scendere due piani di scale del suo palazzo decrepito. Ogni volta che suonano al citofono, appende le chiavi a una corda e le cala dalla finestra. Calle Consolado, nel quartiere di Centro Habana, sembra la scenografia di un film. Centro Habana non è bello come L’Avana vecchia, tutta restaurata, né come le zone residenziali di Vedado o Miramar. Si tratta di un quartiere popolare abitato da neri e meticci, che mostra uno spaccato di vita della società cubana e dei cambiamenti che stanno avvenendo nell’isola negli ultimi tempi. Leggi l’articolo completo

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Un amico da Cuba

Pubblico molto, molto volentieri una lettera di una amico italiano che vive e lavora a cuba da anni e che non ho ancora avuto la fortuna di conoscere di persona. Critica aspramente alcune mie posizioni, una cosa che apprezzo e che favorisce l’approfondimento di un argomento interessante e stimolante come la storia e la condizione di Cuba e dei suoi abitanti. Grazie Wayne.

L’articolo in questione è sull’istruzione cubana: “Con Fidel nel sussidiario”

“Caro Pietro,
Ti scrivo perche’ ho visto che non ho possibilita’ di farlo direttamente sul blog di VS ed e’ giusto perche’ senno’ tutti potrebbero scrivere quello che vogliono, come hai fatto tu nell’analisi sulla scuola cubana.
Probabilmente questa mia non sara’ pubblicata ma comunque ho il dovere di scriverla e al limite mandarla , come d’altronde faccio sempre, alle persone che vogliono sentire anche l’altro rintocco della campana. Leggi l’articolo completo

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La mia Cuba su Google Map


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Noterete molti segnalibri che indicano HTL, abbiate pazienza mi servivano per lavoro…

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Manco fossi Lonley Planet

Trinidad è bella, bellissima. Una piccola perla antica e preziosa, fatta di stretti vicoli ciottolati e di sontuose dimore finemente arredate. Incantevole insomma.

Ma per essere sincero devo ammettere che qui i “jineteros” (insistenti “venditori”) sono molti e molto agguerriti. Se arrivate dall’Avana dove è più facile confondersi tra i residenti stranieri, qui sarete, come turisti, facilmente identificabili. Trinidad è un piccolo paese, un tempo ricchissimo ed ora che lo zucchero non produce più immense fortune, il turismo è una delle poche risirse della città. Difficile quindi non comprendere le ragioni di questi fastidiosi comportamenti ed in fondo giustificarli. Leggi l’articolo completo

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Pensieri sparsi su TRF

E mi ritrovo qui in un ennesimo lungo trasferimento attraverso l’isola a chiedermi dove e’ finita la rivoluzione cubana e che cosa arriverà dopo.
Me lo chiedo su questo bus cinese nuovo di pacca che sfreccia di fronte alle fermate di cubani in attesa da ore di un trasporto fatiscente torrido e sovraffollato. Me lo chiedo guardando flotte di ciccioni canadesi ubriachi nelle piscina di un mostro achitettonico di Varadero, osservando l’arroganza di un sessantenne europeo al check in. Di fianco a lui una ventenne, cubana, bellissima.
A pensarci la rivoluzione e’ stata fatta per ridare Cuba ai cubani, scacciare la mafia dall’economia, debellare l’ignoranza e la prostituzione da un posto che veniva considerato il “bordello degli stati uniti”.
E dove sono finiti i nobili propositi? Leggi l’articolo completo

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Con Fidel nel sussidiario

Ho fatto un giro in una scuola elementare di un paesino vicino a Camaguey. Pulita ed ordinata, mi ha dato l’impressione di essere ben organizzata, priva di grandi strumenti ma dotata di aule spaziose ed una bella mensa, il tutto circondato da un piccolo giardino.
La scuola cubana e’ famosa in tutto il mondo per essere una delle piu’ avanzate. Gli investimenti sono sempre stati ingenti ed i programmi molto all’avanguardia. Insieme alla Sanita’ pubblica, l’istruzione e’ stata il vanto del governo cubano, simbolo dell’impostazione socialista dello stato stesso.
Ma i tagli di budget dovuti alla crescente crisi economica, ormai cronica, hanno costretto le scuole a delegare parte delle lezioni su video: in ogni classe campeggia un grosso televisore su cui compare un insegnante in “cassetta” al posto di uno in carne ed ossa. La trovata e’ stata giustificata come una forma di egualitarismo tra scuole di campagna e scuole di citta’, una scusa che evidenzia quanto il sistema stia soffrendo una crisi profonda.
Sfoglio un paio di quaderni, uno di grammatica: la meta’ degli esercizi usano frasi riguardanti la rivoluzione. Al posto di “Carla che mangia le mele” e “Marco che gioca con il gatto” qui abbiamo “Fidel che guida la rivoluzione di Cuba” e “Cienfuegos che lotta per la patria”. Un orgoglioso maestro mi srotola sulla lavagna la cartina della Rivoluzione Cubana: lo sbarco del Gramma e le tre colonne di guerriglieri, tratteggiate in colori diversi, dalla Sierra maestra fino all’Avana.
Fa un po’ impressione. C’e molta propaganda in questa impostazione formativa, un “indottrinamento” esagerato per un bambino delle elementari. Ma a pensarci bene questa e’ la loro “storia”, la fondazione dell’attuale forma di stato nazionale, nel bene e nel male. Qualcuno potrebbe mai stupirsi per una lezione sullo “sbarco dei mille” in una scuola italiana?
Una foto del Che mi ricorda che in fondo tutto era partito in maniera diversa, che nessuno voleva chiudere gli ideali di liberta’ in questo regime di socialismo caraibico, che nessuno in quei primi mesi del 1959 avrebbe mai pensato che la grande rivoluzione del popolo e per il popolo venisse raccontata ai bambini del 2011 in un VHS da 50 minuti.
Una bella storia in fondo, dall’evoluzione inaspettata e dal finale incerto, i cui registi sono rimasti senza più scenografie e con milioni di comparse che hanno oramai dimenticato il titolo del loro film: Hasta la victoria…

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Una suite per la Rivoluzione

8 gennaio 1959 La Havana, Cuba

“Scusa Fidel, ma stanotte dove dormiamo?” domando’ Camilo Cienfiegos. “Mmmm…Chiama l’Hilton e vedi se hanno camere libere” rispose il comandante. Leggi l’articolo completo

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